Io volevo esser solo in un modo affatto insolito, nuovo.
Tutt'al contrario di quel che pensate voi: cioè senza me e appunto con un estraneo attorno. Vi sembra già questo un primo segno di pazzia?
Forse perchè non riflettete bene.
Poteva già essere in me la pazzia, non nego; ma vi prego di credere che l'unico modo d'esser soli veramente è questo che vi dico io.
La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attrono: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un'incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l'intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sè e che per voi non ha nè traccia nè voce, e dove dunque l'estraneo siete voi. Così io volevo esser solo. Senza me. Voglio dire senza quel me ch'io già conoscevo, o credevo di conoscere. Solo con un certo estraneo, che già sentivo oscuramente di non poter più levarmi di torno e ch'ero io stesso: l'estraneo inseparabile da me.
da Uno, nessuno centomila - Luigi Pirandello
Nessun commento:
Posta un commento